Nuovi modi di socializzare…

Spesso i miei pazienti sollevano il problema della solitudine e della difficoltà che si incontra quando si desidera conoscere altre persone nel proprio ambiente, vecchio o nuovo che sia. Sottolineano anche come, ai vantaggi di vivere in una società “moderna” quali ad esempio una maggiore autonomia e un minor controllo sociale, facciano da contraltare minori possibilità di socializzare. Chi viene dal Sud ricorda con nostalgia l’abitudine di soggiornare – anche grazie al clima favorevole – nello spazio esterno alle case dove era – e in alcuni casi fortunati è ancora – possibile fermarsi a chiacchierare, sferruzzare e osservare il passaggio. Ma anche al Nord la classica struttura della corte lombarda o veneta permetteva di stare insieme e di curare collettivamente il gruppo dei bambini in un clima in cui anche le difficoltà delle diverse fasi della vita (come il post partum) una volta  condivise diventavano più leggere. Era anche più semplice conoscere a fini sentimentali: il pasaggio in  vasca o la messa della domenica costituivano così un’occasione per addocchiarsi, per scambiarsi taciti segnali ecc. E’ vero che adesso esistono gruppi che si trovano per condividere degli interessi o problemi (come i gruppi di auto-mutuo-aiuto sui più svariati argomenti o sintomi) ma la situazione è comunque profondamente mutata. Per questo motivo ho trovato particolarmente interessante un articolo di Isabella Fantigrossi pubblicato sul Corriere della Sera del 4 luglio nel quale si sottolinea quanto stia diventando di moda istituire dei gruppi di quartiere. Si tratta di una tendenza partita in Emilia e diffusasi poi in Lombardia attraverso la costituzione di gruppi di solidarietà su Facebook. L’obiettivo è socializzare e aiutarsi a vicenda. Come si procede concretamente? Si crea una pagina su Facebook (c’è anche – come riferimento – il sito  di chi per primo ha avuto questa idea) che viene pubblicizzata nel quartiere attraverso volantini distribuiti nei bar e nei negozi della zona. Si creano così le social street dove gli abitanti di una via o di un quartiere si mettono in contatto per conoscersi e darsi una mano. In un anno ne sono sorti circa 250 in tutta Italia  a dimostrazione di quanto il problema sia sentito. A volte nascono anche delle compartecipazioni con il Comune in una  lodevole sinergia diretta tra cittadino e istituzione. Perché non prendere esempio da queste esperienze?

Annunci

Settimana dell’educazione alimentare per adolescenti al Collegio Ballerini

In considerazione dell’importanza di questo argomento in un’età così sensibile da questo punto di vista, da oggi al Collegio Ballerini di Seregno si terrà la settimana dell’educazione alimentare per gli allievi di II media (per quelli di III l’argomento sarà invece l’educazione ai sentimenti e alle relazioni). Sono previsti sia interventi in classe (gestiti da insegnanti ed esperti esterni) che per la cittadinanza. Oltre all’aspetto teorico sono previsti momenti “pratici” – si veda il volantino allegato – quali la colazione di classe per i ragazzi e cene a tema per gli adulti che ritengo particolarmente interessanti e che vi promoziono (una cena “biblica”, una riguardante le eccellenze alimentari lombarde e l’ultima contro le mafie in collaborazione con Libera) e alle quali gli interessati possono iscriversi direttamente dal volantino allegato (comodo no?).
Personalmente mercoledì 12 terrò un incontro di due ore per la classe sul tema del rapporto tra adolescenza e alimentazione, effettuato con una presentazione Power Point, giochi, inchieste e filmati che provvederò poi a pubblicare.

Settimana dell’educazione alimentare al Collegio Ballerini

Gruppo psicoeducativo gestione delle relazioni 2: gestione del conflitto

Il secondo modulo prende in considerazione la gestione del conflitto, un obiettivo più complesso e che, in effetti,  si fonda su abilità sociali più semplici che fungono, per così dire, da prerequisiti.

Gruppo dinamiche relazionali2

Gruppo psicoeducativo gestione delle relazioni 1: gestione della rabbia

Durante un recente ricovero una paziente mi ha suggerito di utilizzare lo spazio del martedì – che avevo “ereditato” da poco – per trattare un problema da lei particolarmente sentito vale a dire quello della gestione della rabbia. Dopo aver interpellato il gruppo e aver verificato che si trattava di un interesse diffuso, ho accettato la proposta inquadrandola nel tema più generale delle abilità sociali necessarie per interagire efficacemente con gli altri (che siano amici, parenti o  conoscenti).
Ne è sortito un gruppo psicoeducativo così strutturato:
1a settimana: “Gestione della rabbia”
2a settimana: “Gestione del conflitto”
3a/4a settimana: “L’arte dell’assertività”

Di seguito il contenuto del primo modulo:

Gestione della rabbia

Progetto Benessere 4: attività fisica

PB4W

L’ultimo modulo prende in esame l’importanza di un’adeguata attività fisica all’interno di uno  stile di vita sano. Vengono presentati agli utenti i vantaggi di una moderata attività e vengono dati suggerimenti su  come sceglierla, come cominciare (soprattutto se si è fuori forma) e come mantenere la motivazione.